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La Meglio Gioventù

Analisi del film

Traccia

Il film "Meglio Gioventù" del regista Giordana ripercorre la storia dell'Italia negli ultimi 40 anni attraverso le vicende personali e familiari di due fratelli, che si trovano ad essere protagonisti o semplici spettatori di molti avvenimenti che caratterizzano questo periodo. Il ritratto d'Italia che si ricava è parziale, come è parziale anche quello di "Commesse" o di ogni altro film. "Si tratta pur sempre dell'Italia delle persone meglio, moralmente motivate anche quando, cadendo nei tranelli della vita, si trova a sbagliare e a pagare".

Che cosa ha determinato il successo di questo film, che la RAI inizialmente ha boicottato per paura di un basso ascolto o per gli argomenti trattati? Che ruolo svolgono i due fratelli protagonisti? Che cosa ci vogliono raccontare? Quali sono gli avvenimenti (3 o 4), narrati nel film, a livello politico, culturale e sociale che caratterizzano il periodo della storia d'Italia, che va dal 1966 al 2003?

Svolgimento

La Meglio Gioventù è un film italiano uscito all'inizio dell'estate 2003, ed è stato premiato al Festival di Cannes. Il regista Giordana aveva concepito questo film per il piccolo schermo, ma la RAI inizialmente si era rifiutata di trasmetterlo, a causa dei suoi contenuti o del rischio di incontrare bassi ascolti. Solo in seguito, dopo il successo di Cannes, l'emittente televisiva italiana ha accettato di mandare in onda lo sceneggiato, che ha riscosso un buon successo. La trama del film non è particolarmente complessa: si svolge in un arco di tempo che va dagli anni Sessanta a oggi, ed è composta da due storie differenti, che si intrecciano strettamente tra loro. Il primo intreccio è costituito dalle vicende della famiglia Carati, vissute principalmente attraverso il secondogenito Nicola, e in misura minore attraverso il primogenito Matteo.

Matteo ha un carattere molto differente dal fratello Nicola. E' una persona chiusa e strana, che ha delle reazioni improvvise e spesso incomprensibili. Il suo animo è tormentato, e la sua insoddisfazione si dimostra in varie occasioni: decide improvvisamente di far scappare Giorgia, una ragazza con problemi psichici, perchè è oppressa dalle cure violente del manicomio; si arruola nelle forze dell'ordine, cercando quelle regole e quella disciplina che manca nella sua vita; non riesce a sopportare le regole della polizia, e per questo viene più volte trasferito in varie parti dell'Italia. Alla fine cede alla sua disperazione, e si uccide buttandosi da una finestra.

Nicola è protagonista principale del film, e vive in pieno tutte le vicende della storia italiana. Anche se non vi riesce, da giovane cerca di compiere un viaggio verso una meta lontana, Capo Nord, come era tipico della cultura giovanile dell'epoca. Partecipa come volontario alla ricostruzione di Firenze, dopo l'alluvione del 1966. Aderisce ai moti di rivolta studenteschi, occupando le università e entrando in ambienti socialisti. Diventa uno psichiatra abile e aperto di mente, e abbraccia appieno la riforma Basaglia che prevede la chiusura dei manicomi, dove i cosiddetti "malati" venivano trattati in modo disumano. Viene toccato direttamente dalla violenza di uno dei movimenti politici estremisti degli anni Sessanta e Settanta, le Brigate Rosse: sua moglie lascia la sua famiglia per aderirvi. Nicola di fatto rappresenta il personaggio positivo per eccellenza nel film, è il simbolo della meglio gioventù: buono, aperto di mente, sa soffrire e gioire, ma non si ferma mai davanti ai problemi, e ogni volta che viene sconfitto cerca di ricominciare a combattere. Questa infatti è un po' l'immagine che il film vuole trasmettere della generazione della quale parla: una generazione che, nonostante tutti i problemi ai quali andava incontro, aveva degli ideali, ed era sempre disposta a combattere per portarli avanti. Esempio di questa combattività e di questo impegno in tutti i settori della vita sono le molte vicende delle quali Nicola, ma anche gli altri personaggi, sono protagonisti: il rischio per liberare Giorgia e riportarla a casa, il viaggio nel Nord Europa, il volontariato dopo l'alluvione di Firenze, l'impegno sociale durante i moti giovanili, l'impegno per la difesa dei diritti dei malati nei manicomi, il servizio nelle forze dell'ordine di Matteo, ma anche la passione e la forza nell'affrontare le vicende familiari e le sofferenze personali. Perfino Giulia, la moglie di Nicola, nonostante abbia aderito alla lotta armata delle Brigate Rosse, non è dipinta come una donna malvagia, come la "cattiva" di turno, ma come una donna che soffre, e che ha dei pregi e dei difetti come tutte le altre persone. Giulia ha molte doti positive: ad esempio suona il pianoforte (nella realtà l'attrice Sonia Bergamasco è diplomata in pianoforte), e ama Nicola e la sua famiglia. Ma come tutte le persone, anche Giulia sbaglia. Purtroppo il suo errore è particolarmente grave, e ne pagherà le conseguenze nel corso della sua vita, perchè sarà costretta al carcere e alla lontananza da sua figlia. Forse questo è uno dei pregi migliori de La Meglio Gioventù: il regista e gli attori hanno prestato molta attenzione agli aspetti psicologici dei personaggi che compaiono. Particolarmente belli dal punto di vista psicologico sono i personaggi di Giorgia, la ragazza con problemi psichici, e Adriana, la madre di Nicola e Matteo. Giorgia è interpretata dalla bravissima e giovane Jasmine Trinca, che riesce a esprimere bene, attraverso la sua gestualità, tutti quei messaggi che il suo personaggio non può comunicare con le parole. Allo stesso modo, Adriana Asti interpreta Adriana, madre di Matteo e Nicola, che recita tanto con le parole quanto con una ricca e espressiva gestualità, soprattutto con lo sguardo e il movimento degli occhi. Ma anche il modo di affrontare il dolore e di vivere la vita dei personaggi è molto realistico, e si avvicina a molte famiglie italiane: ne troppo carico di enfasi e di pomposità, ne troppo scarno e rude, come talvolta avviene in altri film (all'americana...). Questo probabilmente è uno dei motivi del successo del film: è riuscito a rispecchiare in modo sincero e realistico i sentimenti e le vicissitudini che una qualunque famiglia italiana avrebbe potuto e potrebbe vivere. Inoltre, anche se il film ha come protagonista Nicola e le vicende della sua generazione, in realtà in questo sceneggiato sono presenti tutte le generazioni che hanno vissuto in quel momento della storia d'Italia: gli anziani, costituiti da papà e mamma Carati, gli adulti, costituiti da Nicola, Matteo, i loro fratelli e i loro amici, i giovani, costituiti da Sara, e i ragazzi, come il figlio di Matteo. Con questo espediente, forse un po' vecchio, ma sempre efficace, tutti i possibili tipi di spettatori hanno potuto rispecchiarsi nel film.

Tuttavia il film non è solo da elogiare. Se sull'aspetto psicologico e privato raggiunge un buon risultato, non altrettanto avviene su altri aspetti della storia. Sempre riguardo alle vicende private della famiglia Carati, è difficile credere che in una sola famiglia fossero concentrate così tante coincidenze e disavventure: Nicola partecipa ai moti studenteschi, Giulia è una brigatista, Giovanna, la sorella di Nicola, è coinvolta nell'omicidio di Borsellino, il padre muore di tumore, Matteo si suicida, l'amico Carlo è nel mirino delle brigate rosse. Ciascuno di questi eventi può colpire una qualunque famiglia italiana, a parte forse il coinvolgimento di Giulia nelle Brigate Rosse, ma appare strano che tutte queste vicissitudini possano accadere alla stessa famiglia. Inoltre appare piuttosto irreale il continuo viaggiare di tutti i membri della famiglia per tutta l'Italia, che tuttavia può simboleggiare la continua ricerca e il continuo lottare di quella generazione per una vita migliore. Bisogna però considerare che questo film è stato realizzato per il pubblico, non per puri scopi di realismo storico: è naturale che le vicende siano in parte romanzate e un po' enfatizzate per interessare lo spettatore, restando però molto vicine alla realtà.

Accanto al racconto delle vicende della famiglia Carati, c'è come sfondo la storia dell'Italia dagli anni Sessanta a oggi. Vengono citati un gran numero di eventi storici che si sono verificati in Italia, alcuni più importanti, altri meno: la rivoluzione giovanile degli anni Sessanta, con la cultura hippy, l'occupazione delle università e le manifestazioni violente degli studenti; l'alluvione di Firenze e i numerosi volontari accorsi in soccorso; la legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi; il periodo di crisi dell'economia italiana tra gli anni Settanta e Ottanta, quando un amico di Nicola, Vitale, viene licenziato dalla Fiat; l'attentato al giudice Borsellino e la lotta dello Stato contro la mafia; l'inizio dell'inchiesta contro Tangentopoli e la corruzione sistema statale. Ma vengono accennati molti altri eventi che hanno avuto un buono spazio nella storia italiana, come la legge sul divorzio del 1970, oppure la vittoria italiana dei campionati mondiali di calcio nel 1982 o la nascita del partito di protesta Lega Nord di Umberto Bossi.

La descrizione degli eventi è abbastanza equilibrata, e il film non intende giudicare più di tanto quello che è avvenuto, quanto raccontare. Tuttavia il film nel complesso non appare imparziale, anzi, dimostra in parte di tendere politicamente a sinistra. Questa parziale schieramento del film non emerge tanto dal modo in cui sono presentati i fatti, che in sé sono narrati in modo abbastanza oggettivo, quanto dalla scelta eseguita tra i vari avvenimenti storici italiani. Nicola compie un viaggio nel Nord Europa, dove entra in contatto con i la cultura hippy, e partecipa ai moti studenteschi; sua moglie Giulia entra nelle Brigate Rosse; viene descritto il dramma dei licenziamenti alla Fiat. Al contrario, non si parla assolutamente di altri avvenimenti che erano forse più importanti alcuni narrati: i sequestri di persona negli anni Ottanta o gli attentati con bombe, eseguiti da estremisti di destra, ad esempio alla stazione di Bologna.

Ma l'aspetto che sicuramente manca in questo film è l'attenzione alla dimensione religiosa, in particolare a quella cristiana, sia nella famiglia Carati che nella storia d'Italia. Sono rarissimi i riferimenti alla religione, e il cristianesimo compare davvero poco in questo film. Solo all'inizio dello sceneggiato compare un sacerdote che ospita Nicola e Matteo mentre stanno cercando di riaccompagnare a casa Giorgia. Anzi, talvolta il film appare quasi anticlericale: il matrimonio tra Francesca e Carlo è celebrato alla presenza del sindaco, non in ambito religioso. Inoltre, nonostante tutte le disavventure che accadono alla famiglia, nessuno mai prega o si rivolge la Signore per ricevere aiuto. Nel film si parla dell'alluvione di Firenze, avvenuta nel 1966, ma non si fa alcun cenno alla conclusione, avvenuta nel 1965, del Concilio Vaticano II, che ha avuto un grande peso nella trasformazione della Chiesa moderna, e quindi indirettamente una grande eco sulle masse popolari. Ma sicuramente l'avvenimento più paradossale del film riguarda l'attentato a Papa Giovanni Paolo II. Nel film si accenna chiaramente alla vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio del 1982, ma non si fa alcun accenno all'attentato che il Papa subì nel 1981. Nonostante l'Italia e la sua cultura siano profondamente legate a quella della Chiesa Cristiana, nel film non vi si fa accenno, e questa è una grave mancanza. La meglio gioventù fornisce cioè una visione parziale della storia d'Italia, omettendo alcuni avvenimenti e elementi fondamentali della nostra storia e della nostra cultura, quasi come se volesse mostrare che il nostro paese sia frutto solo di alcuni avvenimenti, senza considerarne altri che hanno inciso in maniera ugualmente profonda.

In conclusione, quindi, il film risulta molto bello e realistico dal punto vista familiare e personale, nella narrazione delle vicende della famiglia Carati, emblema di una qualunque famiglia italiana. Anche dal punto di vista storico presenta molti avvenimenti che hanno caratterizzato l'Italia dei nostri padri, adattandosi in questo modo sia alle esigenze di un giovane che di un uomo adulto. Per il giovane, infatti, il libro svolge una funzione didattica, perchè mostra la storia dell'Italia vissuta non con gli occhi dello storico, ma con quelli del cittadino comune. In questo modo viene fornita un'idea di quale fosse l'atmosfera che si respirava in quegli anni, rendendo la storia più concreta e più vicina allo spettatore. Per una persona adulta, invece, l'interesse per il film deriva dal fatto che questo sceneggiato permette di rivivere le vicende già vissute nel corso della propria vita. La meglio Gioventù è quindi un film molto bello e interessante, adatto a persone di un po' tutte le età, sicuramente impegnato e carico di messaggi morali, e per questo meritevole di essere guardato. Manca tuttavia di alcuni elementi fondamentali, e così resta semplicemente un buon film, senza essere un capolavoro del cinema, come è stato osannato da alcuni critici cinematografici.





Commenti

1 - AnonimoDom 02 Feb 2014 - 14:38:42  

Ciao a tt


2 - AnonimoMer 06 Nov 2013 - 21:18:50  

Come avete fatto a non capire perché Matteo si suicida?
È lampante!
Così come perché Giulia sceglie la via del terrorismo.
Forse avete visto un altro film.
Quanto a raccontare i fatti della Chiesa...ma chissenefrega, che c'entra con la storia?


3 - RennMer 06 Nov 2013 - 21:16:06  

La Chiesa lasciamola da parte per una volta. Che c'entra poi con questa storia?
Non tutte le famiglie italiane sono religiose e i due protagonisti, come tantissimi
loro connazionali, non lo sono.


4 - AndreaLun 28 Ott 2013 - 11:19:05  

Il problema de "La meglio gioventù" non è certamente l'avere ignorato le vicende religiose di quel periodo; il regista, con ogni evidenza, è un laico, poco interessato al Concilio, all'attentato del 1981 e così via. Il vero problema di quest'opera - che rimane comunque di livello assai alto - è l'aver semplicemente descritto quello che accade a questa famiglia senza scavare a fondo nelle ragioni di certe scelte e di certi comportamenti. Cos'è che tormenta Matteo fino a spingerlo al suicidio? Perché Giulia diventa brigatista? "Essere dalla parte dei poveri" non significa nulla: chi non lo è? Cosa è successo a Giorgia, cosa pensa e vuole veramente? Perché i due fratelli sono così diversi tra di loro? Ancora una volta è qui che emergono i limiti dell'attuale cinema italiano, capace di realizzare opere formalmente ineccepibili, ma incapace di scavare come solo un De Sica, un Visconti o un Pasolini sapevano fare.


5 - paoloGio 29 Ago 2013 - 18:47:17  

Un film pieno di valori una famiglia unita in un,italia che cambiava


6 - AnonimoGio 29 Ago 2013 - 14:52:35  

"[...] Ma l'aspetto che sicuramente manca in questo film è l'attenzione alla dimensione religiosa, in particolare a quella cristiana [...]"

E per fortuna, mi permetto di aggiungere.


7 - Mad MaxMer 28 Ago 2013 - 14:30:58  

Faccio solo notare che anche nell'unica scena con un prete (ritratto peraltro in modo un po' macchiettistico) è presente un'insegna del Partito Comunista sullo sfondo... Se non è una provocazione questa... Quindi sì, lo sceneggiato, così come i suoi attori, pende decisamente a Sinistra.


8 - AnonimoGio 22 Ago 2013 - 11:24:08  

La tradizione italiana e gli italiani sono sempre stati molto legati alla storia della Chiesa Cattolica. Questo fatto, che può piacere o non piacere, non può essere trascurato se si vuol dare un quadro di cronaca completo dell'Italia di quegli anni, indipendentemente dal proprio credo religioso.


9 - PaolaGio 22 Ago 2013 - 00:59:17  

Trovo l'articolo esaustivo e condivisibile. Quanto al commento di Anonimo... è proprio certo che gli avvenimenti della Chiesa sono "veramente insignificanti"? Qualunque siano le idee personali, analizzare la realtà con obiettività non guasterebbe.


10 - AnonimoMer 21 Ago 2013 - 15:06:34  

uno dei pregi del film è proprio quello di aver ignorato gli avvenimenti della chiesa che sono veramente insignificanti nella storia dell'Italia dal 1966 al 2013.


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