IMC!


Contenuti


Foto

 







Curiosando...
Novita  Novità Link  Link Blog  Blog English  Español 
Cicerone - Diverso comportamento di Marcello e di Verre a Siracusa


Testo Latino
Nemo fere vestrum est quin quomodo Syracusae secundo bello Punico a Marco Marcello captae sunt saepe audiverit, nonnumquam etiam in annalibus legerit. Hanc urbem, Graecarum maximam ac praeclarum, cum ille vi copiisque cepisset, non putavit pertinere ad laudem populi Romani exstinguere hanc pulchritudinem, ex qua praesertim nihil periculi ostenderetur.
Itaque aedificiis omnibus, publicis, privatis, sacris, profanis, sic pepercit ut quasi ad eam urbem defendendam non ad expugnandam venisse videretur. In praedae partitione non plus victoria populo Romano adpetivit quam humanitate Syracusanis reliquit. Romam quae adportata sunt, ad aedem Honoris et Virtutis etiamnunc videmus. Nihil in aedibus, nihil in hortis posuit. Syracusis autem permulta atque egregia reliquit, deum nullum violavit, eadem Minervae non attigit. Quae a Verre sic spoliata est a barbaris praedonibus vexata videatur. Pugna erat equestris Agathocli regis in tabulis praeclare picta, qua nihil erat nobilius, nihil quod magis visendum putaretur. Has tabulas abstulit et nudos ac deformatos reliquit.

Traduzione italiana
Non c'è quasi nessuno di voi che non abbia sentito spesso, talvolta anche letto negli annali, che Siracusa sia stata conquistata nella seconda guerra unica da Marco Marcello. Quando prese questa città, la più grande è il famoso tra i greci, con la forza e le armi, ritenne che non avrebbe portato alla gloria del popolo romano distruggere questa bellezza, tanto più che da essa non proveniva alcun pericolo. Così ebbe riguardo di tutti gli edifici, pubblici, privati, sacri, profani, così che sembrava quasi che fosse venuto per difendere quella città, non per espugnarla. Nella spartizione del bottino, desiderò per il popolo romano per la vittoria non più di quanto lasciò ai siracusani per l'umanità. Ciò che fu trasportato a Roma, lo vediamo tuttora al tempio dell'onore e della virtù. Non disse nulla nelle sue case e nei suoi giardini. Al contrario, lasciò a Siracusa molte e stupende cose, non profanò nessun Dio, non toccò il tempio di Minerva. Il quale è stato spogliato così tanto da Verre che sembra che sia stato visitato dai barbari predoni. C'era una battaglia equestre del re Agatocle stupendamente dipinta su tavole, della quale nulla era più nobile, giacché nulla era ritenuto più ammirevole. Verre rubò queste tavole e lasciò le pareti nude e defformi.






Commenti

1 - AnonimoVen 17 Gen 2014 - 16:35:36  

ottima traduzione!


Scrivi un commento

Pui scrivere quì sotto un commento all'articolo che hai appena letto. Non sono abilitate smile, immagini e link. La lunghezza massima del commento è 4000 caratteri. La buona educazione è benvenuta, tutti i commenti offensivi saranno cancellati.

Your comment (lascia bianco!):
Utente (max 25 caratteri, obbligatorio)
Sito web (max 255 caratteri, facoltativo)
e-Mail (max 255 caratteri, facoltativa, non sarà pubblicata) Your opinion (lascia bianco!):
Commento (max 4000 caratteri, obbligatorio):





Valid HTML 4.01 Transitional
E-Mail - 2.79 ms

Valid HTML 4.01 Transitional