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Fedrico Fellini

Cenni di biografia e opera cinematografica

Federico Fellini nacque a Rimini nel 1920 e morì a Roma nel 1993.

Dopo un'adolescenza trascorsa nella città natale, la cui eco si riscontra più tardi nel film I vitelloni, si trasferì a Roma, dove prese parte alla redazione del settimanale umoristico Marc'Aurelio. Sempre a Roma iniziò a collaborare alla scrittura di soggetti e di sceneggiature di film. Questa sua attività si intensificò nel 1945, dopo l'incontro con Roberto Rossellini. Insieme ad Amidei, Fellini scrisse le sceneggiature di alcuni tra i più importanti film del neorealismo italiano, diretti da Rossellini, come Roma,città aperta nel 1945 e Paisà nel 1946.

In seguito lavorò per il regista Lattuada , per Germi e ancora per Rossellini , talvolta anche come aiuto regista.

Il primo film diretto da Fellini come regista fu Luci del varietà nel 1950, prodotto in cooperazione con A. Lattuada, che ebbe però una parte prevalente nella regia. Il primo film che Fellini diresse completamente da solo fu Lo sceicco bianco del 1951, un ' acuta e divertente satira del mondo dei fumetti, che tuttavia ebbe scarso successo.

Il successo giunse invece con il film I vitelloni, nel 1953. Fellini poté poi realizzare La strada (1954), film di alto impegno, che consacrò anche la protagonista Giulietta Masina, moglie del regista fin dal 1943. Le notti di Cabiria (1956), ancora con la moglie Masina come interprete, affrontò l'ambiente della piccola prostituzione con singolare prospettiva umana e psicologica.

Nel 1959 diresse La dolce vita, un vasto affresco di costume. Il film, uno dei più grandi successi di Fellini, allargò la sua fama anche all'estero e al regista si iniziò a guardare come ad un modello da imitare.

La sua fama venne confermata da Otto e mezzo (1962) e da Giulietta degli spiriti (1965), che fuse insieme aspetti magici e fantastici e allo stesso tempo immagini concrete e suggestive. Il film tuttavia segnò un arresto nell'ascesa del regista , poiché talvolta l'esasperato figurativismo appariva fine a se stesso.

A giudizi contrastanti si prestò Fellini- Satyricon (1969), che traeva spunto dal romanzo di Petronio: l'intento sembrò solo in parte riuscito, nonostante alcune geniali sequenze; anche qui l'eccesso di figurativismo finì talvolta per far perdere di vista l'unità del racconto.

Nel 1970 Fellini diresse I clowns, opera cinematografica realizzata per la televisione italiana. In essa l'autore creò una rievocazione gustosa e malinconica del mondo del circo, riprendendo la vena autobiografica che aveva caratterizzato le sue prime opere.

Roma (1972) è opera complessa e ricca di fantasia, in cui i ricordi personali del periodo bellico si mescolano ad altri del dopoguerra e simbolismo e realtà compongono un quadro affettuosamente satirico della città.

A Roma seguì Amarcord (1973), ampio tratteggio di un'epoca, ambientato a Rimini ai tempi del fascismo e della giovinezza dell'autore. Considerata una delle opere più valide di Fellini, Amarcord, attraverso una semplificazione poetica del linguaggio espressivo, parla allo spettatore in termini di schietta umanità e la satira si muta in malinconica contemplazione del passato. Il film valse a Fellini il suo quarto Oscar (1975).

Del 1976 è Il Casanova di Federico Fellini, singolare ritratto del celebre avventuriero veneziano del Settecento, irresistibile seduttore. Con grande originalità Fellini ha però messo a fuoco la tristezza del personaggio e la sua difficoltà nel farsi largo in un mondo femminile che pretende che egli sia sempre all'altezza della sua fama. Il film, visivamente fastoso e lugubre, fu inizialmente accolto con freddezza dalla critica, che in seguitò lo rivalutò.

Maggiore e immediato successo ebbe invece Prova d'orchestra (1979 ) ,opera di breve durata diretta sia per la televisione che per lo schermo. Il film è un racconto morale che rivolge una critica graffiante e sottile ai mali della società italiana, afflitta dall'insofferenza verso qualsiasi autorità e da gruppi sociali attenti solo a fare i propri interessi. Per il suo contenuto, il film ricevette varie critiche, soprattutto da parte del mondo politico.

Nel 1980 Fellini diresse La città delle donne, film fortemente surreale e fantastico, frutto della fervida immaginazione dell'autore, in cui si narra di un personaggio maschilista costretto ad entrare nel mondo dell'universo femminile.

Nel 1983 Fellini diresse E la nave va, storia di un viaggio per nave compiuto prima della Grande guerra. È un viaggio rituale, omaggio funebre a una grande cantante, a cui i molti personaggi presenti sulla nave sono legati, un viaggio-simbolo del viaggio dell'umanità attraverso la storia. Il film può essere considerato il punto d'arrivo e di maturazione della carriera del regista, che abbandona lo stile splendente e fastoso per uno decisamente più sobrio.

Del 1985 è il film Ginger e Fred, storia poetica di due anziani ballerini, ambientata in un mondo televisivo volgare e alienante.

Con Intervista (1987), il regista riceve il premio del quarantesimo anniversario a Cannes e il primo premio al festival cinematografico di Mosca. In questo film, Fellini trae spunto da una intervista di giornalisti giapponesi al suo alter ego a Cinecittà per ricordare mezzo secolo di cinema, inserendovi i suoi sogni, le sue illusioni, le sue paure, in un continuo fluire tra passato e presente.

Il tema del ricordo ritorna anche nel volume Un regista a Cinecittà, pubblicato nel 1988.

Nel 1987, in occasione dell'inaugurazione dell'anno europeo del cinema e della TV, il suo film Otto e mezzo è stato riconosciuto come il miglior film europeo degli ultimi trent'anni. Nel 1988-1989 ha girato La voce della luna, sua ultima opera, per la quale si è ispirato al libro di Ermanno Cavazzoni Poema dei lunatici. Nel 1993 ha ricevuto l'Oscar alla carriera.

Le caratteristiche dell'opera

Fellini iniziò la sua carriera aderendo al movimento neorealista, anche se ben presto se ne distaccò per non aderire più a nessun movimento in particolare. Costituì invece una figura a se stante nel panorama cinematografico internazionale, diventando un modello per molti e creando una propria linea tematica da seguire. Fellini, insieme ad un altro giovane regista, Antonioni, cercò un superamento del neorealismo e affrontò la realtà descrivendo , tramite schemi narrativi originali , il dramma della condizione dell'uomo solo, angosciato dall'impossibilità di comunicare con i suoi simili. E' questo un tema tipico di Fellini, che caratterizza molti dei suoi personaggi: l'uomo è afflitto da una desolata solitudine e dall'incapacità di comunicare con gli altri.

Le opere di Fellini affrontano sempre un problema morale, con lo scopo di migliorare i rapporti tra gli uomini e di porre rimedio alla loro solitudine , tramite la ricerca istintiva di calore e comprensione.

Utilizzando con originalità elementi autobiografici, Fellini seppe spesso trovare un perfetto equilibrio tra gli aspetti realistici e gli aspetti simbolici che caratterizzano i suoi personaggi, studiando accuratamente le loro caratteristiche e creandovi intorno delle raffinate atmosfere ambientali. In questo modo ha innovato lo stile narrativo e cinematografico, diventando per molti un esempio da seguire in diversi campi artistici.

Le trame di alcuni film

La Dolce vita: film girato nel 1959, composto da numerosi episodi e da un unico protagonista, il giornalista Marcello. Fra gli episodi, quello della "diva" (satira al mondo cinematografico); quello del falso miracolo sfruttato dalla televisione e dai giornali; quello del salotto letterario (contro la vanità di certi circoli intellettuali); quello del padre di Marcello (che pone in luce il distacco fra due generazioni); quello dei nobili, sul vuoto squallore dell'alta società; quello del suicidio di Steiner (contro la debolezza morale delle classi colte); l'orgia finale di Fregene al termine della quale Marcello intravvede un mondo più vero e spontaneo nel fresco volto di una fanciulla. Film discusso, polemico e complesso, fra i più importanti della storia del cinema, La dolce vita vinse nel 1960 la Palma d'oro al festival di Cannes. Gli interpreti principali sono Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Alain Cuny, Annibale Ninchi.

Otto e mezzo: film realizzato nel 1962 e interpretato da Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, prodotto da Angelo Rizzoli. E' la storia di un regista che non riesce a fare un film, caratterizzata da una libera trama narrativa, realistica e simbolica, fortemente autobiografica, con la quale Fellini, dopo La dolce vita, ha dato il suo personale contributo al rinnovamento dei tradizionali schemi del racconto cinematografico. Il suo vero contenuto è la fitta trama di rapporti tra il protagonista , le sue donne e l'ambiente di lavoro, con i ricordi del passato e le possibilità dell'avvenire. Dopo aver mostrato lo smarrimento del suo personaggio, la nausea o la pena con cui sente questi rapporti, lo sforzo di scoprirvi un senso, Fellini approda alla convinzione che la vita è costituita dagli altri, dai vivi e dai morti, dagli esseri reali e dalle creature della fantasia e bisogna accettarli con amore e solidarietà. Con quest'opera, caratterizzata da un calcolato disordine e ricca di voluti contrasti , Fellini ha raggiunto, secondo alcuni, uno dei risultati più alti della sua carriera.

Il titolo è riferito al numero dei film diretti dal regista, contando come "mezzi" i film a episodi o girati in collaborazione.

La strada: film girato nel 1954, interpretato da Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart, musica di N. Rota. E' una racconto con intenti morali sulla condizione umana, che vede come protagonista un uomo afflitto dalla solitudine e dal bisogno di comunicare , represso dall'ottusità della coscienza e dall'intorpidimento dei sentimenti. Narra la vicenda di due esseri primitivi e vagabondi: Zampanò, saltimbanco da fiera, e Gelsomina, venduta dalla madre a Zampanò. La mite Gelsomina segue il rude compagno come un cane fedele, impara a suonare la tromba e invano tenta di risvegliare in lui un po' di calore umano: durante uno dei disagiati trasferimenti da una località all'altra dell'Italia centrale (il film si svolge fra l'Abruzzo e l'Appennino toscano), Gelsomina conosce il Matto, un equilibrista che ne ricambia la timida simpatia. Ma Zampanò uccide il Matto e abbandona sulla strada Gelsomina ; quando però ne apprende la morte, qualcosa si ridesta in lui ed egli dà sfogo con un pianto disperato al proprio rimorso e alla propria solitudine.

E' un'opera di grande potenza espressiva, che si svolge sullo sfondo favoloso e quasi magico di un paesaggio desolato , nel quale agiscono dei personaggi simbolici ma delineati con acuta e realistica psicologia. La strada è uno dei film più importanti della storia del cinema: ebbe in tutto il mondo straordinario successo e numerosi premi, fra cui l'Oscar.







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