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Gli elementi comuni nel pensiero di Sallustio e di Machiavelli

Schema dei contenuti: gli elementi in comune

- L'impegno politico

- La crisi a livello politico, morale e militare

- Gli avvenimenti negativi: la congiura di Catilina (Sallustio), la discesa di Carlo VIII e il Sacco di Roma

(Machiavelli)

- Scrivono le loro opere per trovare una soluzione alla crisi

- La causa principale della crisi è la decadenza dei costumi

- La convinzione repubblicana

- La fine della crisi è l'intervento di una persona che accentri su di se tutti i poteri e ponga fine ai disordini

- Il passato è guardato con rimpianto e come spunto per una soluzione alla crisi

- Lo stile breve

Sallustio e Machiavelli sono due autori letterari molto distanti tra loro nel tempo. Sallustio è infatti vissuto nella tarda età repubblicana Romana, mentre Machiavelli durante il Rinascimento italiano: la distanza temporale tra i due autori è notevole, circa 1500 anni. Eppure, nonostante il tempo, i due scrittori presentano molti punti in comune nel loro pensiero.

Il primo elemento comune che colpisce è il loro impegno politico: Sallustio è fortemente interessato alla res publica romana, mentre Machiavelli alla situazione politica italiana. Entrambi gli scrittori poi vivono un momento di crisi, che si manifesta sotto tre aspetti: politico, morale e militare, includendo anche degli avvenimenti molto negativi. Nell'epoca di Sallustio, la repubblica romana sta attraversando un periodo difficile, è sconvolta dalle continue lotte e dalla corruzione dei vari partiti politici, mentre Catilina arriva addirittura a minacciare un colpo di stato. L'evento è molto grave per Sallustio, che dedica all'avvenimento addirittura una delle sue monografie più famose: il De Coniuratio Catilinae. Ma la crisi è anche morale: i Romani hanno ormai perso l'antica serietà dei costumi degli antenati, e si sono abbandonati ai vizi, che stanno portando lo stato verso la rovina. E la crisi è infine anche miliare: la corruzione del governo fa si che la guerra intrapresa dai Romani contro Giugurta, re della Numidia, si dimostri per lungo tempo inconcludente. Lo stesso tipo do crisi è vissuta da Machiavelli. E' una crisi politica, perchè i principi italiani, troppo deboli, hanno perso il potere sui propri domini, e gli stati italiani, in guerra tra loro, sono ormai in balia delle grandi potenze europee. E' una crisi morale, molto simile a quella di Sallustio, perchè i regnanti italiani hanno perso valori come l'amore per la patria, lo spirito di sacrificio, l'impegno civile, e sono diventati ignavi, perchè non hanno saputo prevedere e prevenire le avversità che si sarebbero abbattute sull'Italia. E' una crisi militare, perchè l'Italia è ormai sconvolta da continue lotte tra gli stati interni e con le grandi potenze europee, e fa affidamento non su eserciti cittadini, ma su truppe mercenarie, che non danno alcuna sicurezza, perchè alleate solo di chi offre di più. Sintomo evidente della debolezza militare italiana sono la discesa del re francese Carlo VIII in Italia (1494) o il sacco di Roma da parte di mercenari protestanti (1527).

Entrambi gli autori si propongono quindi di scrivere dei testi per risolvere la crisi coeva: Machiavelli scrive il Principe, mentre Sallustio il De coniuratio Catilinae e il Bellum Iugurthinum. In essi gli autori si propongono di indagare le cause della crisi, e di trovare una soluzione. Entrambi gli autori individuano la causa della crisi nella decadenza morale della società. Per Sallustio i Romani hanno abbandonato il costumi degli antenati, e si sono lasciati trascinare da una vita di vizi, quali, ad esempio, la corruzione e l'eccessiva sete di potere e di ricchezza. Per Machiavelli la crisi deriva dall'ignavia dei principi italiani, che non hanno saputo prevedere le difficoltà che si sarebbero abbattute sull'Italia, e prendere quindi precauzioni. Hanno perso il senso civico, l'amore per la patria, lo spirito di iniziativa, e si sono abbandonati a un atteggiamento rinunciatario e fatalistico. Entrambi gli autori sono di tendenza repubblicana, ma, possedendo un grande senso realistico, riconoscono che la soluzione migliore per risolvere la crisi è l'intervento di una persona che assuma su di se tutti i poteri e ponga fine ai disordini della loro epoca. Sallustio guarda a Cesare, mentre Machiavelli alla famiglia De Medici. Entrambi gli autori, poi, guardano al passato come un'epoca di pace e di esempio per risolvere la crisi contemporanea: Sallustio rimpiange i costumi integri e morali degli antenati, mentre Machiavelli guarda all'epoca classica romana. Riguardo allo stile, una delle caratteristiche più importanti dei due autori è la sinteticità dei testi, che non si dilungano in periodi troppo lunghi e ridondanti, come facevano ad esempio i poeti Neoterici al tempo di Sallustio o autori come Guicciardini nella Storia d'Italia al tempo di Machiavelli.





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